L’uomo che non si sarebbe fermato davanti a nulla

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L’uomo che non si sarebbe fermato davanti a nulla

12,02 

In sella alla sua moto, Melissa osserva, riflette e giustifica, sfuggendo il passato e confidando, con la sua solita passione -tutt’altro che obiettiva- in un presente e in un’umanità che è nuova e familiare a un tempo: il mondo dei motociclisti, o come lei dice, “la mia gente”.

Nel 2011, quando Melissa pubblica il suo secondo libro sulla motocicletta, molte cose sono successe nella sua vita, belle e brutte, che stavolta non solo l’hanno spinta a una sorta di catarsi letteraria, ma a rischiare in prima persona. Sceglie infatti di seguire le orme di un motociclista di lungo corso, John Ryan, che in quegli anni, 2008-2009, si stava guadagnando una certa fama in America con i suoi viaggi “estremi” in moto, la cui eco si ripercuoteva attraverso le neonate reti social, alimentando polemiche o gli entusiasmi di chi condivideva quello stesso impulso apparentemente suicida.
Ma chi era John Ryan, oltre che un pazzo, agli occhi di chi lo avesse visto da fuori? Melissa si addentra nel personaggio, e attraverso di lui nelle motivazioni (spesso nell’assenza di motivazioni..) che spingono certa gente ad investire ogni anno una considerevole quantità di tempo e denaro solo per intraprendere una lotta brutale contro il tempo e le distanze, in condizioni spesso al limite.
In sella alla sua moto, Melissa osserva, riflette e giustifica, sfuggendo il passato e confidando, con la sua solita passione -tutt’altro che obiettiva- in un presente e in un’umanità che è nuova e familiare a un tempo: il mondo dei motociclisti, o come lei dice, “la mia gente”.

 

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